Sabato 27 Novembre 2021

FB fci bolognese

XIX secolo

Uno dei primi esempi di biciclette adattate all'uso fuoristrada è dato dalla spedizione dei Buffalo Soldiers da Missoula, Montana a Yellowstone e ritorno, nell'agosto del 1896.

Dal 1900 agli anni '60

Un altro esempio di mountain biking ante litteram è quando i ciclisti da strada usavano le bici da ciclocross per rimanere allenati durante l'inverno. Il ciclocross è poi diventato uno sport a sé nel 1940, con il primo campionato mondiale nel 1950. Nei sobborghi di Parigi, tra il 1951 e il 1956, una ventina di ciclisti fondarono il Velo Cross Club Parisien e si occupavano di uno sport molto simile all'odierno mountain biking.
Nel 1955 ciclisti fuoristrada del Regno Unito fondarono la Rough Stuff Fellowship, mentre nel 1966 in Oregon D. Gwynn, un membro del Chemeketan club, costruì una bicicletta da sentieri sconnessi e la chiamò "mountain bicycle", possibile primo uso di questo nome. In Inghilterra, nel 1968, il trialista motociclistico Geoff Apps iniziò a studiare una bicicletta fuoristrada, e nel 1979 aveva sviluppato una bicicletta leggera che usava gomme da neve da due pollici x 650b destinata all'uso su terreno bagnato e fangoso, tipico del sud-est del suo paese, e ne venne prodotta anche una versione da 700c. Furono vendute col marchio Cleland Cycles fino al 1984, ma nei primi anni novanta delle biciclette simili venivano vendute anche da English Cycles e Highpath Engineering.

Anni '70 e '80

Negli USA, diversi gruppi di ciclisti hanno avuto un ruolo nella nascita del mountain biking, ad esempio in Colorado a Crested Butte, e in California a Cupertino e Contea di Marin dove nella seconda metà dei settanta venivano modificate vecchie biciclette "cruiser" di Schwinn (in particolare la Schwinn Excelsior) con freni migliori, manubri da motocross e gomme più larghe per gareggiare giù per le strade tagliafuoco. Queste gare venivano chiamate repack race perché i freni a tamburo si riscaldavano tanto da bruciare il grasso nel mozzo e obbligarne la sostituzione (il repack appunto). Queste biciclette venivano chiamate klunker (catorcio), e to klunk divenne anche il verbo che indicava l'attività del mountain biking, che ancora non esisteva.

Solo a cavallo fra gli anni settanta e ottanta i costruttori di biciclette da strada iniziarono a produrre biciclette leggere e tecnologicamente adatte alla montagna; il primo, si ritiene, è stato Joe Breeze nel 1978. Nel frattempo nacque anche la MountainBikes, società fra Gary Fisher, Charlie Kelly e Tom Ritchey, il quale costruiva i telai e si occupò anche di montare i primi modelli. La società poi si sciolse e l'azienda divenne Fisher Mountain Bikes, mentre Ritchey continuò a costruire telai in proprio. Le prime mountain bike erano sostanzialmente telai da corsa con tubature più robuste e geometria diversa, gomme più larghe, il manubrio dritto e alcune parti provenienti dalla BMX. Altri contributi vennero da Otis Guy e Keith Bontrager.

Nei primi anni ottanta furono vendute le prime due mountain bike prodotte su larga scala: la Specialized Stumpjumper e la Univega Alpina Pro. La Fisher Mountain Bikes è poi stata comprata da Trek. Il periodo californiano della storia della mountain bike è stato raccontato in un documentario del 2006.

A quel tempo le mountain bike erano ritenute una moda passeggera dall'industria della bicicletta. In particolare, proprio grandi produttori come Schwinn e Fuji non riuscirono a prevedere l'esplosione degli sport d'avventura, e i primi produttori furono dei pionieri come Ritchey, MountainBikes e Specialized. Quest'ultima era una startup americana che faceva produrre i telai in Giappone e Taiwan; entrò nel mercato nel 1981, e seguiva le geometrie di Ritchey, ma usava la saldatura TIG, ben più adatta alla produzione di massa della più costosa e faticosa brasatura. Montavano un cambio a deragliatore a 15 velocità, con tre corone e cinque pignoni.

Anni '90 e 2000

Nei vent'anni a cavallo del 2000 la mountain bike è passata dallo status di sport poco conosciuto a quello di uno dei più popolari. Biciclette ed equipaggiamenti che una volta erano disponibili solo in negozi specializzati o per corrispondenza ora sono in qualunque negozio di biciclette; le mountain bike hanno raggiunto persino i grandi magazzini, dove possono essere acquistate a prezzi bassi con sospensioni e freni a disco. Le mode del 2010 includono biciclette da all mountain, 29er e singlespeed.

Una bici da all mountain di medio livello, con escursioni da 120-150 millimetri, permette di affrontare terreni molto impervi pur rimanendo pedalabile in salita. Le 29er sono il primo tentativo (di successo) di non rispettare lo standard delle ruote da 26 pollici, usate sin dalle prime vere mountain bike. Le singlespeed invece si possono considerare un ritorno alla semplicità, eliminando i deragliatori e affidandosi a un solo rapporto di trasmissione. A seguire la via aperta dalle 29er, sono state prodotte anche mountain bike da 27,5 pollici (650b) e le cosiddette fatbike, biciclette con gomme larghe anche 10 centimetri, adatte alla neve e terreni molli.

Sempre in questi anni sono stati aperti un gran numero di bike park, aree attrezzate come percorsi a ostacoli o più simili a stazioni sciistiche dove però si scende in mountain bike su piste di terra, con salti ed altri ostacoli.

Il mountain biking come sport agonistico

L'Unione Ciclistica Internazionale (UCI) ha riconosciuto la mountain bike come sport ufficiale relativamente tardi. I primi campionati del mondo risalgono al 1990, quando a Durango in Colorado furono disputate gare di cross country e downhill: i primi campioni del mondo furono Ned Overend e Juli Furtado nel cross country e Greg Herbold e Cindy Devine nel downhill.

L'anno successivo si tenne la prima edizione della coppa del mondo, con un circuito di nove prove nel solo cross country. John Tomac si impose tra gli uomini mentre Sara Ballantyne tra le donne. Fino al 1992 il circuito della coppa prevedeva solamente gare di cross country, dal 1993 si affiancò anche il downhill. Nel 1998 si aggiunse anche il dual slalom, specialità in cui gli atleti affrontavano uno slalom parallelo lungo un pendio. Nel 2001 fu aggiunta anche la cronometro (time trial, TT), importata dai circuiti nordamericani che tuttavia rimase in calendario per un solo anno.

Dal 2002 dual slalom fu sostituito dal four-cross, specialità affine al boarder cross dello snowboard, in cui quattro atleti si affrontano su un percorso caratterizzato da salti, curve e sponde, quasi interamente artificiale.

Le stesse quattro specialità sono inserite nel programma dei campionati del mondo e dal 2003 fu introdotta anche una prova di marathon, che dall'anno successivo prevede una competizione mondiale a sé. Dal 2005 al 2009 fu disputata anche la Marathon world series, sorta di |coppa del mondo della specialità.

Nel 1996, in occasione dei Giochi della XXVI Olimpiade, la gara di mountain bike specialità cross country, fu aggiunta agli eventi dei Giochi olimpici estivi. L'olandese Bart Brentjens e l'italiana Paola Pezzo furono i primi campioni olimpici della specialità.

Fonte: wikipedia