E' indubbiamente fra le società più longeve del Bolognese, visto che è sorta nel 1926 ed è ancora sulla scena alla veneranda età di novant'anni.

Da quella data ad oggi di acqua ne è passata parecchia sotto i ponti di questa ciclistica e ovviamente sono stati tanti i giovani che si sono fatti valere, sia in tempi lontani sia in tempi recenti.
In passato la Polisportiva Molinella ha partecipato anche alle impegnative gare dei dilettanti ottenendo risultati eccellenti con Cesare Natali, Giordano Landini (più di cento successi), Luigi Tosati, Gianni Manini, Marcello Braccioli, ma soprattutto con Marino Quacchio, campione italiano della velocità in pista nel 1965. E anche in campo giovanile sono stati parecchi i corridori che si sono messi in vista, limitiamoci a citarne alcuni: Chiara Cenacchi, Michele e Chiara Sangiorgi, Alex Verri, Valerio Spata, Nicolò Alessandri e Jessica Raimondi.
Quanto alle vittorie complessive, la Polisportiva Molinella, oggi presie­duta da Giuseppe Verri, ha superato di gran lunga quota cinquecento.
Da un po' di tempo corre solo con i giovanissimi e ad onor del vero va detto che ne ha lanciati alla ribalta parec­chi. L'ultima "covata" le sta dando grandi soddisfazioni sia coi maschietti che con le femminucce, segno dell'ottimo lavoro che i suoi dirigenti stanno facendo.

 

Era il gennaio del 1956 quando cinque persone innamorate dello sport del pedale, (Loris Casanova, Riccardo Accorsi, Orlando Grazia, Ezio Dal­l'Olio e Alfonso Bettini), si riunirono per dare vita ad una nuova società sulle ceneri della Piero Mengoli che aveva chiuso i battenti.

E così nacque l'Italia Nuova di Borgo Panigale con sede in via Ercole Nani.
La nuova nata prese subito a far parlare di sé, poiché immediatamente iniziò a vincere (a tutt'oggi i successi sono vicini a quota mille), soprattutto con Walter Busi, Rino Montanari, Corrado Galletti, Fabio Busi (campione italiano in pista nell'individuale a punti nel 1980), Stefano Donati, Gaetano Lazzari, Marco Vignudelli, Liliano Bruni, Alessandro Galiuzzo, Roger Piana, Fabio Lenzi, Claudio Marchesini, Rafael Visinelli, Giacomo Violante e Mirco Gamberini: questi quattordici hanno vinto complessivamente 270 gare.

Il Pedale Bolognese è in assoluto il sodalizio più vecchio del ciclismo di casa nostra, dato che è nato il 15 aprile del 1922.

I fondatori furono Giulio Gotti, Amilcare Bonazzi, Rolando Buzzoni, Ugo Comelli, Nello De France­schi, Carlo Manaresi, Enrico Massarenti, Angelo e Amleto Paletti, Pompeo Rabbi, Athos Rivalta, Dubleto Rivalta e Fernando Sacchetti. Alla presidenza andò Giulio Gotti avvicendato nel tempo e nell'ordine da Tebaldo Bassi, Carlo Grandi, Guido Gualandi, Dino Donati, di nuovo Gulio Gotti, Mario Banzi, Ettore Mazzoli, Tiziano Baietti, Giorgio Reggiani e Paolino Cocchi, quest'ultimo in carica dal 1972.
Un Pedale che quando nacque aveva una squadra di dilettanti di pri­m'ordine (in particolare si ricordano Francia, Ferioli, Fiorini e Bernardi) ma col passare del tempo decise di lasciare l'agonismo inventandosi addirittura il cicloturismo.
Pare che l'attività cicloturistica in Italia sia stata 'inventata' proprio dal Pedale Bolognese nel primo dopo guerra. Un Pedale che in questo campo vanta ben otto titoli italiani Dace otte­nuti dal 1957 al 1965.

 

Correva l'anno 1958 quando l'indimenticato Athos Guidastri e alcuni suoi amici decisero di creare a Pianoro una società ciclistica che si dedicasse in modo particolare a lanciare le giovani leve: la Pianorese, appunto.

Dal '58 ad oggi sono stati moltissimi i ragazzini che hanno indossato la maglia di questa società e alcuni di loro hanno fatto carriera, in special modo Luca Mazzanti che è arrivato al professionismo ottenendo ottimi risultati.
Anche Massimiliano Morotti ha fatto bene, pur non arrivando nel ciclismo che conta. Questo ragazzo fra giovanissimi, esordienti e allievi, ha totalizzato oltre trenta successi, comportandosi eccellentemente anche nella categoria juniores con addosso la maglia del Pedale Ozzanese. L'attuale presidente della Pianorese è Carlo Belletti.

 

L'anno di nascita è il 1995 con Luca Martelli alla presidenza.

Dunque, una società abbastanza giovane, ma non per questo poco in vista, dato che di risultati ne ha ottenuti parecchi fra giovanissimi, esordienti e allievi (oltre una sessantina), soprattutto con Fabrizio Amerighi, arrivato al professioni­smo. Molto bene anche Sukri Gatti, Filippo Bedeschi, il "figlio d'arte" Marco Fontanelli (il padre Fabiano è stato un buon professionista) e Matteo Man­tellini.

Nacque nel 1969 al Bar Mazzoli di via Carlo lussi a San Lazzaro di Savena, con l'allora recordman dell'ora Ole Ritter nelle vesti di padrino.

Quindi, una veterana nel campo del ciclismo, capace di lanciare alla ribalta molti ragazzi che si sono fatti onore dopo aver abbondonato la società madre per altri lidi. Il rifermento è soprattutto ad Emanuele Negrini, giunto al professionismo, a Giovanni Grazia, Roberto Branchini, Maccanti, Straz­zari, Passerini, Fanti e David Colgan.L'ultimo prodotto della San Lazzaro è Lorenzo Fortunato, vincitore di oltre una cinquantina di corse.
L'attuale presidente è Marco Fortunato (padre di Lorenzo) che tre anni fa ha sostituito Gian Battista Gnugnoli, in carica per oltre un ventennio. Il primo presidente era stato Renzo Sandoni e dopo di lui era arrivato Bruno VasselIi.

 

Quando nacque, nel 1976, questa società che ha sede in zona Barca, si chiamava Paolo Rossi, divenendo poi Barca Cariè: l'attuale nome lo as­sunse nel 1995.

In quasi quarant'anni di vita ha sempre operato con gli al­lievi, gli esordienti e i giovanissimi (per la verità ha avuto anche gli juniores, ma con un nome diverso, Sportitalianuovareno, in seguito ad un accordo stipulato con l'Italia Nuova) ottenendo un'infinità di successi.
I principali artefici sono stati Marco Nepoti, Fausto Sancini, Matteo Parisini, i fratelli Francesco e Alessandro Messieri e Massimiliano Grazia.

Era il 1986 quando un gruppo di appassionati di ciclismo decise di dare vita alla ciclistica Villafontana, frazione di Medicina, rifondando una società preesistente dal 1947, la Villafontanese.

Fra i fondatori c'erano Ermanno Mioli, noto giornalista del quotidiano sportivo Stadio (morto il 27 giugno 1991 in un incidente stradale mentre seguiva una corsa) ed Ermes Bonetti che divenne il primo presidente.
La Villafontanese si mise subito in evidenza sulle vecchie strade in gran parte ancora sterrate, soprattutto per merito di Leandro Mondini, Enzo Manaresi ed Elio Marabini. Di strada da quel 1949 ad oggi la ciclistica medicinese ne ha fatta tanta, imponendosi all'attenzione generale per aver lanciato molti giovani, in particolare Davide Ricci Bitti ar­rivato al professionismo.