Veramente di nome faceva Erio, ma tutti lo chiamavano Ezio e cosi è passato alla storia con questo nome.
Nacque a Bologna il 25 ottobre 1890 e morì il 20 settembre del 1967. Era soprannominato "Il Granatiere" per il fisico alto e possente che aveva. Di professione faceva il postino, ma poi si diede allo sport del pedale con risultati ottimi.
Fu un autentico pioniere del ciclismo eroico, quello che si correva principalmente su strade sterrate e con gare interminabili. Corlaita indossò le maglie della Stucchi, della Peugeot, della Fiat, della Polack, della Bianchi e della Felsina e nel 1908 giunse terzo nella Milano-Verona e quinto nella Bologna-Imola-Bologna.
Nel 1910 iniziò a vincere e fra i suoi successi più importanti figurano la Coppa del Lazio, il Giro delle Province Laziali e una gara all'ippodromo Zappoli di Bologna. Si classificò poi al quarto posto nel Giro d'Italia, gara che l'anno dopo lo vide vincitore di due tappe: l'Ancona-Sulmona e la Napoli-Roma. Nel 1913 s'impose nella Milano- Modena, giungendo poi secondo in una Granfondo molto tosta. L'anno dopo trionfò alla grande nel Giro dell'Emilia con una lunghissima fuga solitaria, mentre nel '15 si piazzò secondo nella Milano-Sanremo alle spalle di Costante Girardengo, il quale venne poi squalificato per un errore di percorso. E così sul gradino più alto del podio della grande classica italiana salì Corlaita. Infine va ricordato che nel 1919 vinse una tappa del Giro d'Italia, la Ferrara-Pescara. Insomma, un vero campione.