Mercoledì 18 Maggio 2022

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Le atlete dall'inizio del 1900

Emanuela Corso - 1965

Emanuela Corso Nata a Bosco Chiesanuova di Verona il 14 ottobre to molto nella mountain-bike, soprattutto nelle gare in discesa, denominate Downhill, visto che si è portata a casa qualcosa come otto ti­toli italiani e due europei (in Francia nel 2000 e a Livigno l'anno dopo).

Una vera spericolata lungo le scarpate sterrate, una dote straordina­ria che le ha consentito di vincere oltre una set­tantina di manifestazioni. Ha iniziato a correre nella Bambana di Ozzano Emilia, dopo di che ha indossato le maglie della Due Ruote Caran­ti, della Surfing Shop e di altri sodalizi italiani.

Ora è ferma perché tre anni fa ha dato alla luce Jacopo pertanto si sta dedicando all'impegna­tivo mestiere di mamma.
Ha però in animo di risalire in sella appena possibile.


 

 

Miriam Zanoli - 1961

Miriam Zanoli Miriam Zanoli è nata a Imola il 16 dicembre del 1961 e ha tagliato il traguardo in prima posizione più di una quarantina di volte, ottenendo anche moltissimi piazzamenti importanti, soprattutto nelle corse forensi.

In­fatti, in questo campo ha vinto diversi campionati italiani, spesso classifi­candosi prima assoluta fra le donne di tutte le categorie.

I Tricolori forensi dell'Aimac (Associazione Italiana Magistrati, Avvocati e Notai Ciclisti) si svolgono in tre prove (una granfondo, una gara in linea e una a cronometro) e il concorrente che totalizza complessivamente il miglior punteggio si porta a casa la maglia tricolore.

La Zanoli corre per la Spartans, ma pedala anche assieme ai compo­nenti della Jus Bologna, la squadre dei magistrati, degli avvocati e dei notai presieduta dall'avvocato Manlio D'Amico.

Fra le sue vittorie più significative, la Granfondo della Pace del 1998, quella di Bergamo del 2000 intitolata a Felice Gimondi, quella del Gargano del 2001, quella della dello Stockalper del 2202 e quella della Vernaccia di San Gimignano del 2008.

 

 

Morena Sartini - 1959

Morena Sartini La data di nascita di Morena è l'8 marzo ed è nata ad Argenta ma vive a Castenaso.

Ha iniziato a salire su una bici da corsa prestatale da un amico nel 2006, ma due anni dopo ne ha acquistata una entrando a far parte delle squadre femminili della Pinarello. Poi si è iscritta alla Sergio Dalfiume di Osteria Grande e ad un certo punto si è dedicata alla mountain-bike' prendendo parte a diverse "not­turne" estive. Fino ad ora non ha ottenuto vittorie, ma si è sempre segnalata per combattività e per aver portato a termine le manifestazioni alle quali ha preso parte. Ora veste la maglia della Dalfiume-Osteria-Bike, sempre di Osteria Grande. Per la bici ha una grande sua passione.

 

 

Renata Sancini - 1930

Renata Sancini

Renata Sancini (nata a Bologna il 26 giugno del 1930 e scomparsa il 7 febbraio del 2007) la si può definire "figlia d'arte".

Infatti era figlia di Vittorio Sancini (nato il 4 agosto 1903 e deceduto il 10 dicembre del 1990) fondatore del Velo Sport Reno e corridore dilettante molto apprezzato per i risultati conseguiti. Era anche la moglie di Giorgio Mondini, un buon corridore professionista morto pochi mesi fa.

La Sancini ha corso per diverso tempo con la maglia del Velo Sport Reno vincendo parecchie gare, ma il fatto più importante è che fu una delle prime ragazze a partecipare al Giro d'Italia femminile.

 

Rosa De Franceschi - 1925

Rosa De Franceschi

Per Rosa De Franceschi, classe 1925, il 1948 è stato un anno di grandi soddisfazioni.

Lavorava alla Ducati e nel tempo libero si dedicava alle corse alle­nandosi in perfetta solitudine. Si scoprì vincente il 29 agosto, quando a Pesaro nel G.P. Liberazione riuscì a salire sul più alto gradino del podio, aggiudicandosi la corsa in rimonta: il salto della catena l'aveva co­stretta a rincorrere alcune fuggitive e quando le rag­giunse le piantò in asso andando al traguardo.

Fatto inconsueto, alla premiazione di Pesaro as­sistette l'allora sindaco di Bologna, l'indimenticato Giuseppe Dozza.

Il 12 ottobre, sempre del '48, Rosa corse a Casa­lecchio di Reno vincendo ancora alla grande, così come fece nove giorni dopo a Bazzano. In quella sta­gione vinse molte altre competizioni, ma poi smise di correre dopo aver dato vita a volate entusiasmanti sulle ripide curve del velodromo di Bologna di via Piave che venne smantellato nel 1996.

È morta nel 2014.