Ora è un ottimo commentatore televisivo della Bike Channel per le gare professionistiche (in coppia con Paolo Savoldelli), pertanto se ne va in giro per mezzo mondo col microfono, ma in gioventù è stato un ottimo corridore.
Il riferimento è a Gianluca Giardini, nato a Bologna il 4febbraio del 1961, il quale ha iniziato a correre da esordiente nella San Lazzaro rimanendoci anche da allievo, categoria che l'ha visto vincitore una decina di volte, con in prima fila la classica Marano-Ospitaletto.
Da junior ha corso nella Centergross aggiudicandosi otto corse fra le quali quella di Castel San Giovanni di Piacenza che laureava il campione regionale su strada. Sempre da junior, si è classificato al primo posto nella classifica finale del Giro del Friuli e al quarto nel Tricolore di Napoli. Arrivato fra i dilettanti ha indossato la maglia del G.S. Daniela di Carpi correndo un solo anno per problemi personali. Ripresa l'attività si è accasato prima alla Coop. Ceramiche Imola sotto la guida tecnica di Diego Ronchini e Italo Mazzacurati (scomparsi, purtroppo, rispettivamente il 18 aprile 2003 e il 30 gennaio 2014) e successivamente alla Nicolò Biondo di Carpi.
In tutto ha vinto oltre una ventina di corse.
Nato nel 1938, Gilberto Frascaroli, soprannominato Remo si è spento nel 2012.
Abitava a Zola Predosa e ha corso nella Mengoli, nell'Italia Nuova e Nel Velo Club Strucchi di Correggio (Reggio Emilia). Buon dilettante, ha vinto una quindicina di gare.
Gildo Monari era nato il 13 dicembre del 1918 a Finale Emilia ed è morto il 19 giugno del 1994 a Cento.
Ha indossato le maglie della Centese, della bolognese Cimatti, della Negrini, della Wilier Tristina, della Goria, della Malagutti, dell'U.C. Modenese, della Lygie, dell'Olympia, della Firelli e dell'Arbos.
E' stato professionista dal '39 al '52. Ha vinto oltre una decina di gare, fra le quali la Coppa Barbieri del 1946 e il Trofeo Minardi dell'anno successivo. Inoltre ha ottenuto molti piazzamenti di valore, con in prima fila il secondo posto nella prima tappa del Giro d'Italia del '48 e il terzo nella Coppa Bottecchia dell'anno dopo. Significativi anche i sesti posti conquistati nella Coppa Bernocchi del '47 e nella Parigi-Roubaix del '48, due gare di grandissimo spessore.
Beh, quando un ciclista supera abbondantemente le mille vittorie, al suo cospetto è d'uopo togliersi il cappello.
Il riferimento è a Giordano Naldi, nato a Bologna il 13 marzo 1940. Ha iniziato a correre nella Ravonese da esordiente e vi è restato anche da allievo vincendo una ventina di gare. Da dilettante vestì la maglia dello storico Felsineo ottenendo soltanto un secondo posto poiché a San Baronto, in Toscana, fu vittima di una brutta caduta che gli causò un lungo periodo di inattività. Negli anni ottanta passò fra i cicloamatori ed è stato proprio in questo settore che ha vinto a ripetizione, conquistando due volte il 'Mondialito' che si svolgeva a Pergine, in Valsugana, l'Europeo a Bassano del Grappa e ben cinque titoli italiani, quattro individuali e uno a squadre.
Fra gli altri innumerevoli successi figurano anche un Giro della Liguria (fece il vuoto in salita nell'ultima tappa balzando in testa alla classifica), un Giro delle Valli Bergamasche, due Giri della Toscana e ben tre Giri di Ascoli Piceno.
In definitiva, un bell'atleta. Una decina d'anni fa si è ritirato dalle corse ma non ha messo affatto la bici in soffitta poiché, come ben si sa, la passione non muore mai.
Giordano Turrini, nato ad Anzola dell'Emilia il 28 marzo 1942, è un ex pista e ciclista su strada.
Professionista dal 1969 al 1981, specialista della velocità, nel 1968 fu medaglia d'argento olimpica ai Giochi della XIX Olimpiade di Città del Messico e campione del mondo nel tandem.
Velocista intelligente anche se non eccezionalmente dotato dal punto di vista fisico è riuscito a restare a lungo tra le vedette dello sprint in virtù della serietà professionale che gli ha consentito di farsi apprezzare e di gustare qualche soddisfazione.
Di lui si può ben dire che non è stato un prediletto dalla sorte e che è riuscito ad assicurarsi buoni risultati per il suo impegno.
Fra i dilettanti è arrivato alla maglia iridata nella prova tandem con Gorini nel '68 dopo essere stato tricolore, con lo stesso Gorini, nel '66 e '68, nel '64 con Pettenella; nella velocità pura si è imposto nel '65 e '67.
Da professionista è stato otto volte campione italiano '70, '71, '72, '74, '75, '78, '79, '80 (2° nel '73, '76, '77) tre volte nell'indoor; sei volte campione d'Europa '73, '74, '77, '78, '79, '80.
Protagonista di tredici campionati del mondo è stato 3° nel '71 e nel '72, 2° nel '73 dopo Van Lancker e nel '76 dopo Nicholson.
S'è aggiudicato la Challenge del Keirin nel '79 ad Amsterdam in quella che fu la prova generale prima dell'ammissione ufficiale della specialità giapponese nel novero delle prove iridate. La sua storia

Nata a Bologna il 15 novembre 2006, ha corso nella Polisportiva Molinella nella G4 ottenendo undici successi e conquistando il titolo provinciale di mountain-bike.
Giorgio Cocchi, classe 1943, ha fatto stare in ansia per una notte intera la società per la quale correva da allievo, la Polisportiva Samoggia.
Infatti il 2 giugno del 1961 cadde a San Possidonio di Modena nel corso della terza prova del Trofeo Emilia e venne trasportato d'urgenza nel vicino ospedale di Mirandola i cui medici decisero di farlo ricoverare al Rizzoli di Bologna per sospetta frattura della colonna vertebrale.
Fu costretto a restare ingessato per molto tempo, ma l'anno successivo salì di nuovo in sella. Però, quanta paura! Giorgio Cocchi, atleta più volte vincente (almeno una quindicina i suoi primi posti), in corsa era un uragano, cercava sempre la fuga solitaria che talvolta gli riusciva. Un vero combattente.
Giorgio Mondini era nato a Castel San Pietro il 2 febbraio del 1929 e ci ha lasciati Il 28 aprile del 2015.
Ha vinto più di una sessantina di corse, fra le quali il campionato italiano allievi nel 1947. Fu professionista per parecchi anni. Univa il ciclismo a un'attività artigianale: costruiva indumenti in pelle e bigiotteria d'autore.

A Bologna ha vinto poco ma nel Bolognese ha corso parecchio.
Il riferimento è a Giorgio Patrese, nato a Bondeno il 3 gennaio 1969 e campione italiano sulla pista di Forlì nel 1985 nell'inseguimento a squadre. Campione regionale juniores su strada e in pista da esordiente (corsa punti) e da allievo (inseguimento individuale e a squadre), in carriera ha vinto qualcosa come 150 gare, una decina delle quali fra i dilettanti.
Ha iniziato l'attività nella Centese fra i giovanissimi e restando in questa società anche da esordiente e da allievo. Giunto fra gli juniores e passato alla Nicolò Biondo, mentre da dilettante ha corso per Reda, la Smeg Artoni, la Giacobazzi, l'Autozai e la Reggiolese.
Nella foto al centro

Giovanni Aleotti è nato a Mirandola il 25 maggio 1999, ha iniziato a correre nella Stella Alpina di Renazzo nella G2 giovanissimi passando poi alla lacco Bike di Sassuolo e ottenendo nei due anni da esordiente sette vittorie.
Molto significativa quella vinta a Villafontana nel Memorial Ermanno Mioli, ma ottimo anche il secondo posto nel Tricolore su strada che si è corso a Boario Terme. Arrivato fra gli allievi è andato alla Sancarlese ottenendo quattro successi: a Caprara di Campegine (Reggio Emilia), a Fiorano, a San Marino di Carpi e a Sozzigalli di Modena. Al secondo anno nella categoria, sempre in maglia Sancarlese, si è imposto quattro volte: a Toscanella di Dozza (Imola), a Pianoro Vecchio (Coppa Alcide Rinaldo Nannetti), a San Matteo Decima e a Valsamoggia.
Nel 2016 è passato fra gli juniores indossando le stesse insegne, vincendo la gara di San Giovanni in Marignano (Forlì-Cesena). Un vero e proprio habitué delle gare bolognesi, visto che in casa nostra ha ottenuto parecchi piazzamenti di rilievo, fra i quali il secondo posto a Pianoro Nuovo nel prestigioso Gran Premio Liberazione e nella Coppa Alcide Rinaldo Nannetti. Aleotti ha conquistato anche cinque titoli regionali su pista a Fiorenzuola d'Arda e precisamente nell'inseguimento individuale, nell'inseguimento a squadre, nella corsa a punti, nell'americana e nella crono-squadre su strada, classificandosi poi al terzo posto nel Tricolore di Cavarzere (Venezia) in quest'ultima specialità.
Nel 2016 ha ottenuto la medaglia d'argento nel quartetto in pista a Pordenone nel campionato italiano.
Nel Comitato Regionale della Federciclismo, in via Pellegrino Tibaldi, fuori porta Galliera, Giovanni Giuliani era di casa,
poiché aveva ricoperto cariche di tutto rispetto, come la vice presidenza del Crer, divenendo anche il responsabile della struttura tecnica regionale. Figura importante nel ciclismo dell'Emilia Romagna, era spesso presente alle manifestazioni di maggior rilievo in tutta la Regione in rappresentanza del Crer. Era nato il 9 settembre del 1927 ed è deceduto il 4 febbraio del 2015.
Giovanni Grazia è nato a San Lazzaro di Savena nel 1957 e ha iniziato a correre nella ciclistica del suo paese nel 1970, a tredici anni nella categoria Leva Giovanile.
La prima gara la fece sul circuito dei Palazzetti dove giunse secondo alle spalle di Claudio Marchesini dell'Italia Nuova, mentre il primo successo lo colse ai Giardini Margherita di Bologna nel campionato provinciale dello stesso anno. Nel 1971 ottenne quattordici vittorie fra le quali le tre prove del campionato provinciale giungendo poi settimo nella finale italiana di Roma: venne poi premiato dal Panathlon Club di Bologna e dall'Unione Atleti Azzurri d'Italia come miglior giovane bolognese.
Passato nella categoria esordienti, ottenne sette vittorie, compreso il titolo regionale Uisp nell'apposita gara che si svolse a Calderara di Reno. Arrivato tra gli allievi, continuò a vincere conquistando quattro successi e quattordici piazzamenti nei primi dieci posti.
Nel '75 passò fra i dilettanti di terza serie vincendo sette gare e ottenendo un ottimo secondo posto nel campionato regionale. L'anno successivo fu azzurro a Budapest (Ungheria) nella Coppa Vasas dove s'impose in una tipo pista che si svolse in diverse prove.
A fine anno lasciò la ciclistica di casa per approdare alla Nicolò Biondo di Carpi nella categoria dilettanti seconda serie, ma dopo una sola stagione lasciò la società (in sostanza smise di correre) per forti attriti con la dirigenza: "Non vennero mantenute le promesse che mi erano state fatte — spiega l'ex atleta —. Ma la goccia che fece traboccare il vaso fu che in occasione di una partenza per una gara, uno dei dirigenti mi lasciò a terra preferendo caricare in auto al posto mio un tifoso. La faccenda mi disgustò molto e così a fine stagione decisi di appendere la bici al chiodo".
Lo chiamavano così per i modi gentili e compassati da vero gentlemen inglese.
Giovanni Rivalta era un valente direttore sportivo, carriera che iniziò nel 1992 presso la ciclistica "I Fiori" di Faenza. Ha prestato la sua opera anche alla Stracciari-Cebora di Bologna dirigendo i dilettanti, con in prima fila i fratelli Gianfranco e Alessandro Contri, Filippo Meloni, Roberto Pelliconi e Adler Capelli. E' scomparso il 26 maggio del 2015 all'età di 69 anni.
Giuliano Tattini se n'è andato il primo agosto del 2011 colpito da una grave malattia.
Anche lui era socio della "Chi c'è c'è".
Il 30 agosto scorso ci ha lasciati l'ingegnere elettronico Giuliano Zuccoli, classe 1943.
Personaggio di grande spessore e legato sentimentalmente alla ciclistica Bitone, della quale era socio onorario. Grazie al suo interessamento, il Bitone è cresciuto molto: è stato lui a portare in società diversi sponsor, soprattutto negli anni addietro.
Giuseppe Zorzi, detto Beppe, ciclista bolognese che corse tre stagioni da professionista tra la fine del 1960 e il 1963, prima di chiudere la carriera come crossista.

Giuseppe Corsello è davvero un cicloamatore di spessore, soprattutto nelle gran-fondo.
E' nato a Mesoraca (Crotone) il 24 ottobre 1971 ma è giunto a Bologna da ragazzino.
Ha iniziato a correre a 25 anni fra gli amatori indossando le casacche della GZ, della Renofin e ora veste quella del Faenza Team di Castenaso.
Ha sempre prediletto le Mediofondo e le Granfondo vincendone complessivamente un'ottantina. E' forte su tutti i percorsi, soprattutto su quelli di lungo chilometraggio.

Giuseppe Graziano è un altro allievo di qualità in seno alla Santerno di Imola.
Anche lui non ha ancora assaporato la gioia del successo pieno, ma di piazzamenti interessanti ne ha ottenuti parecchi. Grande combattente, questo ragazzo, nato a Imola il 28 luglio 2001, va bene su tutti i percorsi.
Come dire, un ciclista completo.
Giuseppe Guidotti (nato l'11 giugno del 1957 a Marzabotto) ha compiuto un'impresa straordinaria percorrendo in ventun giorni 2500 chilometri.
Partito da Castiglione dei Pepoli è arrivato fino a Cracovia ed è tornato alla base. Per curiosità aggiungiamo che nella città polacca è entrato nella cattedrale ed ha scattato una foto all'immagine di papa Woityla.
Guidotti, che fa parte della ciclistica Nuovo Parco dei Ciliegi di Zola Predosa, non è nuovo ad imprese di questo genere. Infatti ne ha compiute altre, come testimoniano le foto in bella mostra nel suo ristorante di Zola che porta il nome della ciclistica.

Glauco Servadei era nato a Forlì il 27 luglio 1913 ed è deceduto nella stessa città il 26 dicembre del 1968.
E' stato un big del ciclismo e per ricordarlo degnamente gli è stato intitolato il velodromo forlivese. In carriera ha vinto più di una cinquantina di gare, fra le quali il Giro dell'Emilia del 1931; due tappe del Giro d'Ungheria del '33; la Coppa Italia del '35; sei tappe del Giro d'Italia fra il 1937 e il 1939 e due frazioni del Tour de France del '38: a Bayonne e Laon.
Nel 1942 vinse la Coppa Bernocchi e l'anno successivo si aggiudicò il Giro della Provincia di Milano a cronometro in coppia con Fiorenzo Magni. Nell'Olimpiade di Berlino del 1936 giunse quarto nella gara a squadre.
Ha militato nella Canna, nella Gloria, nella Bianchi (era con Fausto Coppi), nella Viscontea nell'A.S. Roma e nel Velo Sport Reno di Bologna.